Scrivo perché quando arriva l’ispirazione non posso farne a meno. E’ la necessità di mettere ordine il subbuglio delle emozioni, dei ricordi, dell’immaginazione che si scatenano. Scrivo per me stessa e per chiunque, leggendo, possa identificarsi e goderne.
Scrivo fatti, emozioni, sogni, riflessioni e storie quotidiane...
Scrivo cercando la semplicità del linguaggio, sperando di non perdere una certa musicalità, ma su questo non sta a me giudicare se ci riesca o no.
Scrivo perchè nel fondo vorrei cantare i sentimenti buoni in un surrealista “ottimismo cosmico”, vista l’epoca.
L’amicizia, la franchezza, l’affetto, la riconciliazione, l’amore, la solidarietà, l’allegria… senza cadere nella banalità: che pretesa!
Vorrei poter dimostrare che il poeta scrive meglio quando sta bene,
che è più utile, che è più magica la sua poesia.
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