Innammorarsi a Firenze

Argomenti

Il Divino al Femminile

E-mail

divinofemminileRinascita del divino al Femminile

Estratto dalla conferenza tenuta al Forum Umanista di Milano del 17-18-19 ottobre 2008

Tutte le mie analisi ed interpretazioni provengono dalla mia personale esperienza come esponente del Nuovo Umanesimo e del Messaggio. Considero la mia ricerca tuttora in corso ed affatto terminata.

Concludendo con le condizioni previe al dialogo vorrei riflettere sul titolo : “Rinascita del Divino al Femminile”. Si riferisce all'interesse cresciuto attorno alla figura della Dea che non tocca solo a livello di studio delle religioni, ma arriva a manifestarsi come un vero e proprio culto. E' stato usato “rinascita” perché ci si riferisce a quelle ricerche ed espressioni spirituali sorte nell'area occidentale, in Europa e nelle popolazioni di origine europea delle Americhe. In altre aree culturali (Oceania, Australia, indigeni Americhe e di origine africana in Brasile, in tutta l'Africa), il culto della Dea o Dee è tuttora vivo quindi non si potrebbe parlare di rinascita. “Divino al femminile” per evitare di ridurre il sacro ad una scelta di genre: maschile o femminile, in quanto qui si sottolinea una particolare sensibilità, uno sguardo che cerca e traduce l'esperienza del Sacro, come Dio proviene da uno sguardo e traduzione al maschile e non definisce l'esperienza stessa.

Riconosciamo che questa ricerca è sorta ed alimentata proprio da donne di questa epoca, protagoniste del riscatto del femminino a cui assistiamo e che riteniamo sia uno degli indicatori che preannunciano i nuovi tempi della futura umanità libera dalla violenza e dalla discriminazione, che fortunatamente è condivisa da molti rappresentanti dell'altro sesso.

 

Questo movimento che cerca una liberazione dalle mostruosità che le donne hanno subito per millenni è spinto da una profonda e vera necessità di nuovi modelli non contaminati da quelli maschili per cui non solamente come lotta per i diritti di eguaglianza. “Esistono modelli profondi, che non cambiano mai e che dormono nella parte più interna della specie umana in attesa del loro momento.” ( Silo, Opere Complete I, Umanizzare la Terra, Il Paesaggio Interno, I modelli di vita. Edizioni Multimage) “Quanto più forti sono state le invocazioni, da tanto più lontano le guide sono accorse, portando con sé il migliore consiglio.” ( Silo, Opere Complete I, Umanizzare la Terra, Il Paesaggio Interno, La guida interna. Edizioni Multimage) così invoco queste guide profonde chiedendo loro di accompagnarci ed ispirarci in questa esposizione.

Seguiremo tre tracciati:

  • La ricerca nel passato.

  • La ricerca interiore.

  • La ricerca nel futuro.

 

La ricerca nel passato

Inizieremo la nostra ricerca del Divino al femminile nelle aree culturali dove per lungo tempo ha predominato una religione monoteista in cui l'Essere Supremo viene rappresentato come maschile: l'Europa e tutto il bacino Mediterraneo.

Nel museo di preistoria di Firenze possiamo inoltrarci nelle lontane epoche preistoriche (prima della scrittura) fino al Paleolitico superiore. Vi sono esposte riproduzioni di statuette dalle forme chiaramente femminili (gli originali sono in tutta Europa), troviamo la celebre testina di Brassenpouy e la Venere di Willendorf, insieme ad altre rappresentazioni con marcate qualità di fecondità: seni grossi, fianchi ampli e ventre ingrossato dalla gestazione di un nuovo essere. Nei musei Europei e di tutto il bacino mediterraneo, troveremo rappresentazioni femminili fatte dal Paleolitico Superiore a tutto il Neolitico (dai 32.000 ai 5.000 anni fa). Per chi volesse approfondire rimandiamo agli studi specializzati tra questi alle vastissime ed appassionate ricerche dell'archeologa di origine lituana Marija Gimbutas.

Essa ci svela una cultura ginecentrica che ci ha lasciato i suoi messaggi in pietra, osso, ceramica per almeno 27.000 anni.

Infatti con il fuoco si introdusse la nuova tecnologia che portò al forno e quindi alla trasmutazione del fango in ceramica ed alla fusione dei metalli. Nell'età del Bronzo (dai 5000 ai 3000 anni fa) troviamo nell'area mediterranea forse l'ultima potente e brillante civiltà matriarcale. Tra il mar Egeo e il mar Libico, nell'isola di Creta, si sviluppa in 22 secoli una cultura del divino femminile di una forza mai vista dopo. Con la sua flotta tocca nei suoi momenti di massimo splendore tutti i porti del bacino mediterraneo e del mar Nero. Gi Egizi li chiamarono il “popolo del grande verde” perché il nome con cui loro si chiamassero non è rimasto nei reperti, dopo millenni Sir Arthur Evans, li chiamò Minoici, legando il nome all'ampia letteratura mistica riferita agli abitanti di quell'isola). Con una certa precisione sappiamo che questa civiltà fini travolta da terribili sconvolgimenti naturali che provocarono l'esplosione vulcanica dell'isola di Santorini, seguito dall'insediamento di re Micenei e per ultimo dall'invasione dei Dori. Quale linguaggio usassero non si sa ma ci parlano di loro le eloquenti produzioni aritistiche ed architettoniche in un canto di indicibile bellezza.

Per secoli sembra che le numerose caratteristiche della Dea Madre Potnia (Signora) che dette senso alla vita e alla morte per migliaia di generazioni, si separarono trasformandosi in altrettante dee.

Uberto Pestalozza ( Uberto Pestalozza, Eterno Femminino Mediterraneo. Pozza Editore) ci dice che la religione preellenica è ricca di Potnie “Tauropòloi”, cioè domatrici e cavalcatrici di tori, la fiaccola, è l'accessorio presente nelle raffigurazioni della Potnia che viveva la notte del suo regno, in oltre la melograna matura in mano che indica il frutto ed il segreto femmineo. Selene (luna) non era altro che una particolare faccia della Potnia terrestre, mostrando la parte di lei che illuminava la tenebre della notte; Nyx il cui epiteto è “melaina” (nera) evidenzia l'aspetto scuro della Terra Madre. Si esprimono anche come dee del mare, delle grotte e delle terre arate. Melissa, dea ape e Signora della vegetazione e dei suoi farmaci. Signora degli animali si mostra come uccello, serpente, mucca, puledra, che domina e con i quali si accoppia. Si accoppia anche con tutti i suoi “paredros” amanti divini ed umani (tutti suoi figli) perché le piace e ricerca assiduamente la voluttà della “mixis”, la sessualità che è una forza sacra, una diretta manifestazione del “sacro” nella vita del mondo. Dea della vita, della morte e della rinascita.

Originariamente Potnia non aveva una madre ne un padre, una dea non generata, rappresentante suprema e concreta della femminilità del divino. Personificazione del “sacro” o del “reale”, di sua natura prismatica e fluida, sdoppiandosi e moltiplicandosi, prende in diversi luoghi o negli stessi luoghi, nomi diversi: Innanna, Ishtar, Kali, Kirke, Kybele, Leto, Medeia, Parvati, Persephone, Rheia...”

Quasi con triste ironia Pestalozza dice: “Come è noto, a tutte le divinità femminili del mondo preellenico venne imposto lo stato civile olimpico, che naturalmente contemplava non solo la madre ma anche, e soprattutto il padre.”

Le ragioni per cui vi fu questa rivoluzione patriarcale possono essere riferite a vari elementi:

  • il fatto che i gruppi umani siano usciti dalle grotte ed insediati in territori adatti all'addomesticamento di vegetali ed animali, erigendo le prime strutture urbane, passarono da una organizzazione orizzontale e cooperativa, alla differenziazione di funzioni e di gerarchie.

  • L'invasione di popolazioni che portarono i loro dei maschi?

  • L'esaurimento della lunghissima parabola di una civiltà millenaria?

Quello che si eredita certamente sono i racconti furiosi di Ishtar che scaglia il Toro celeste contro l'umanità e nelle invettive di Gilgamesh che lancia contro la dea nell'epopea scritta più di 4000 anni fa in cui si scorge tutta la crisi di un mondo antico: “Così disse Gilgamesh: “Sei una rovina che non dà all’uomo riparo contro il maltempo, sei una porta secondaria che non resiste alla tempesta, sei un palazzo saccheggiato dagli eroi, sei un’imboscata che nasconde i suoi tradimenti, sei una piaga infiammata che brucia chi l’ha, sei un otre pieno di acqua che inonda il suo portatore, sei un pezzo di pietra tenera che fa sgretolare le mura, sei un amuleto incapace di proteggere in terra ostile, sei un sandalo che fa inciampare il suo padrone lungo il cammino!”.

 

Per dire una frase fatta e non esatta “quello che segue è storia conosciuta”. Di progresso scientifico, tecnologico, filosofico, di giustizia, di pace e fratellanza... perennemente ostacolati dall'oscurantismo e moralismo, dal potere dell'uomo sull'uomo, da violenze e soprusi di tutti i generi, dalla negazione dell'umano a più di metà dell'umanità per il solo fatto di nascer femmina e a tutta l'altra metà per il solo fatto di dover essere maschio.

In questa breve frazione di 5ooo anni dominati dal patriarcato il modello profondo del divino femminile ha continuato a farsi strada nei cuori di differenti fedi: la Shekinah per l'ebraismo e nella tradizione cortese tributaria al mondo della mistica dell'Islam; nei templi dedicati a Notre Dame (Nostra Signora), nelle visioni miracolose e salvifiche di vergini delle grotte, vergini di fiori, vergini delle rocce, vergini delle sorgenti, vergini private della loro sessualità, ma misteriosamente traboccanti di amore e Madri di Dio.

La domanda da farsi è: “Perché la centralità sacra fu data all'inizio dal femminino?

Per rispondere non possiamo contare su documentazioni scritte, ma alla nostra capacità immaginativa.

Vi guiderà se me lo permettete con un metodo sottrattivo attraverso un gioco di immagini.

Immaginiamoci in un mondo dove non ci sono città, macchine, libri, supermercati , togliamo le masse tipiche della città, la tecnologia, le scienze e la comunicazione come la conosciamo oggi... nel mondo agreste in cui saremo arrivati togliendo tutto ciò, continuiamo a toglie le case, il bestiame, le coltivazioni... dalle montagne togliamo le miniere, con i fabbri, le fucine, gli stessi metalli... All'interno di questo ridotto gruppo umano, dotato della scintilla della intenzionalità che vagano in cerca di cibo, raccogliendolo, cacciandolo, che si ripara all'interno di accoglienti grotte... vi si trovano due generi di esseri, ambedue sentono il potente impatto dell'esperienza che si impossessa di loro quando sono attratti l'un l'altro fino a compenetrarsi... in quella compenetrazione uno dei due esseri accoglie in se l'altro, come la grotta e quell'essere possiede il misterioso potere delle viscere della terra, da cui si generano altri esseri, solo lei sa quali forze si scatenano in quel momento.... il mistero del cosmo, dei suoi cicli, del nascere, del morire e del rinascere ancora, vive in lei... giorno dopo giorno, luna dopo luna, stagione dopo stagione, generazioni dopo generazioni. Forse fu lei ad avvicinarsi al fuoco, a portarlo con sé, a conservarlo, riconoscendo in esso la scintilla della vita.

Forse andò in questo modo, anche se associando ingenuamente per similitudine, contiguità e contrasto non si arriva alla profondità di quel contatto con il Sacro che poi venne plasmato in una immagine, quella dell'essere che meglio riuscì a rappresentarlo.

Termino con le parole che Apuleio, solo 1850 anni fa, fa pronunciare a Lucio, al termine delle sue Metamorfosi:

Tu, santa e sempiterna salvatrice del genere umano, sempre prodiga delle tue grazie ai mortali, tu che dai il tuo dolce affetto di madre a chi si trova nell’afflizione: non c’è giorno, non c’è notte, non c’è momento seppur breve che passino senza la tua protezione! E sempre tu aiuti gli uomini per mare e per terra, e allontani le tempeste della vita e porgi loro il soccorso della tua destra, con la quale sciogli gli inestricabili nodi del destino, e mitighi le tempeste della Fortuna e raddrizzi il corso funesto degli astri. Gli Dei del cielo ti onorano, gli dei degli inferi ti temono: tu fai girare la terra, illumini il sole, reggi il mondo, tieni il Tartaro sotto i tuoi piedi. Per te si regolano gli astri, le stagioni si rinnovano, gioiscono i numi, obbediscono gli elementi. Al tuo cenno spirano i venti, si gonfiano le nubi, germogliano i semi, crescono i germogli. Della tua maestà tremano gli uccelli che volano nell’aria, le fiere che vagano sui monti, i serpenti nascosti nella terra, i mostri che nuotano nel mare. Ma il mio ingegno è troppo debole per cantare le tue lodi e troppo poveri i miei beni per offrirti degni sacrifici. E non ho abbastanza voce per dire quello che sento della tua maestà, e non basterebbero neppure mille bocche e mille lingue, né un eterno instancabile fluire di parole. Farò quello che solo può fare un uomo pio, ma povero: custodirò per sempre nel profondo del mio cuore il tuo volto divino, il tuo santissimo nume!

 

La ricerca interiore

 

Nella ricerca interiore del divino al femminile si deve considerare che non può essere una pura ricerca astratta del divino, del sacro o della trascendenza. L'oggetto è dato dalla sua femminilità o più precisamente dal sesso. La sessualità è l'elemento che contraddistingue l'oggetto della nostra ricerca da cui sorgono tutte le caratteristiche che gli sono attribuibili. E' necessario quindi dirigersi verso il significato dell'esperienza della propria sensualità, legato a “modelli profondi, che non cambiano mai e che dormono nella parte più interna della specie umana in attesa del loro momento. Questi modelli sono la traduzione degli impulsi che il corpo trasmette allo spazio di rappresentazione”.

Nel tuo paesaggio interno c’è una donna o un uomo ideale che hai sempre cercato nel paesaggio esterno attraverso tante relazioni ma senza mai poterla o poterlo trovare. E’ come se due pietre focaie non si incontrassero mai, salvo che nel breve momento in cui divampa la fiamma dell’amore totale. Ciascuno a suo modo lancia la propria vita nel paesaggio esterno per raggiungere i suoi modelli occulti.” (Silo, Opere Complete I, Umanizzare la Terra, Il Paesaggio Interno, I modelli di vita. Edizioni Multimage.)

Secoli di repressione sessuale nei quali è stato proibito di toccare e sentire certe parti del corpo, di non guardare certe immagini, di non immaginare certe cose ed altre amenità del genere, giustificando tutto ciò per “il proprio bene”, producendo una distorsione della capacita di percepire e riconoscere i registri piacevoli da quelli dolorosi. Questo ha causato spiacevoli esperienze biografiche che hanno fatto apparire la sessualità e tutto il campo affettivo come un vero e proprio campo minato.

 

Uno dei modi più efficaci in cui è stato tolto forza all'immagine del divino femminile è stato quello di negarne l'aspetto sessuale, che corrisponde con la repressione del comportamento e de ruolo sociale. Se come abbiamo detto prima i modelli sono la traduzione degli impulsi che il corpo trasmette allo spazio di rappresentazione, nessuna parte del corpo può essere esclusa o negata.

Converrà riscoprire quanto sia sacra la sessualità nell'essere umano, perché intimamente legata all'amore, alla procreazione e di accesso ad esperienze mistiche.

Quindi una parte della ricerca converrà dirigerla verso la scoperta dei modelli profondi sessuali, nella comprensione e integrazione di quella immagine che ci complementa e completa sessualmente ed affettivamente.

Indaghiamo quali sono le immagini e le esperienze che (in questo campo) ci hanno profondamente ispirato nel corso della nostra vita, (dalla scultura, al cinema, alla poesia, ecc)

Usando lo strumento messo a disposizione attraverso le Esperienze Guidate, specialmente con quella intitolata “la coppia ideale” rilevando i nostri contenuti interni.

La ricerca interiore che punta all'incontro con il Divino al Femminile potrebbe andare più in là del campo psicologico. “....Si può anche entrare in un curioso stato di coscienza alterata per via della sospensione dell'io...” quando la coscienza è in grado di internalizzarsi verso il profondo dello spazio di rappresentazione. “il profondo” chiamato da alcune correnti psicologiche “il sé in sè” non è esattamente un contenuto di coscienza. In questa internalizzazione irrompe ciò che sempre è nascosto, coperto dal “rumore” della coscienza. Nel “profondo” si incontrano le esperienze degli spazi e dei tempi sacri ovvero si incontra la radice di tutta la mistica e di ogni sentimento religioso. (Silo, Appunti di psicologia, Psicologia III, Il sistema di rappresentazione negli stati alterati della coscienza. Edizioni Multimage.)

Niente si può dire di quel "vuoto". Il recupero dei significati ispiratori, dei sensi profondi che stanno oltre i meccanismi e le configurazioni di coscienza, ha luogo dal mio io quando questo riprende il suo normale lavoro di veglia. Stiamo parlando di "traduzioni" di impulsi profondi che arrivano al mio intracorpo durante il sonno profondo, o di impulsi che arrivano alla mia coscienza in un tipo di percezione differente da quelle conosciute, nel momento di "ritorno" alla veglia normale. Non possiamo parlare di quel mondo perché non abbiamo registro durante l'eliminazione dell'io, contiamo solamente sulle "reminescenze" di quel mondo, come ci commenterebbe Platone nei suoi miti.” ( Silo, Psicologia IV, L’accesso ai livelli profondi (in corso di stampa))

L'influenza della cultura e delle intenzioni di quegli spazi e tempi sacri, “tradotti” in veglia normale, plasmano le immagini dei miti, in cui parlano ed agiscono dei e dee.

 

La ricerca nel futuro

 

E' saggio colui che conosce i propri modelli profondi, ma è ancora più saggio colui che riesce a porli al servizio delle cause migliori” (Silo, Opere complete I, Umanizzare la Terra, Il Paesaggio Interno, I modelli di vita. Edizioni Multimage)

Cosa sono in fondo questi ultimi 5000 anni di patriarcato di fronte ai 27000 di predominio femminile? Ci si può chiedere allora: Cosa sono di fronte all'infinito futuro dell'umanità?

Se riconosciamo che l'atmosfera sociale è oggi avvelenata dalla crudeltà, le nostre relazioni personali ed il modo in cui ognuno tratta se stesso diventa sempre più crudele. Possiamo riconoscere che i grandi timori della povertà, della solitudine, della malattia e della morte che ha l'essere umano e che si rafforzano nei gruppi e negli individui, impediscono di dare alla vita un significato e direzione volute.

In alcuni momenti della storia si leva un clamore, una straziante richiesta degli individui e dei popoli. Allora, dal Profondo arriva un segnale. Magari questo segnale fosse tradotto con bontà nei tempi che corrono, fosse tradotto per superare il dolore e la sofferenza. Perché dietro questo segnale stanno soffiando i venti del grande cambiamento”. ( Silo, Discorso di inaugurazione della Sala Sudamericana, La Reja, 7 maggio 2005)

In sintesi ci sembra che questa ricerca del Divino al Femminile diriga verso un futuro in cui tutti gli esseri umani siano considerati uguali nella diversità, un futuro nel quale non esistano più guerre sterminatrici di figli, in cui la Terra sia un'amabile protettrice e i suoi popoli fratelli, in cui c'è allegria, amore per il corpo, per la natura, per l'umanità e per lo spirito, nel quale ciò che è terreno non si opponga a ciò che è eterno.

Tutto questo ci sembra che mostri nelle persone che sono dedite a questa ricerca, un atteggiamento mentale adeguato a tradurre con una grande bontà il segnale Profondo.

 

Grazie per l'accompagnamento in queste riflessioni

per tutti

Pace, Forza e Allegria

Claudio Miconi

Commenti

B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome *
Inserisci l'e-mail per la verifica
URL
Code   
Inserisci solamente commenti inerenti all' articolo... Grazie
Invia commento
 

Login cb

incontri gratis

Film d'amore

L'amore eterno che lascia la porta aperta al cuore
Dopo una tragedia come la morte del mari...
Pubertad : cartone animato di educazione sessuale
Al XIII festival internazionale dell'ani...
L' ospite inatteso
   Il professor Walter Vale, accademic...
The Reader
  The Reader - Ad voce altaisp...

Libri

Desy libro di Maria Pia Furina
Desy  è un romanzo che dipinge un ins...
Quel mostro dell'Amore
"...questo libro è dedicato: a chi ha u...
Pisellini e Farfalline....
Pisellini e Farfalline, sono più belli ...
Inaugurazione caffè letterario a Viterbo
8 MARZO 2009: INAUGURAZIONE CAFFÈ LETTE...

Sensi

Una cena romantica in versilia Forte dei Marmi
Bene se stai cercando un ristorante a ...
Gamberi "Caldi e focosi in amore"
Per una ricorrenza speciale con l'auguri...
Irresistibile dopo la spiaggia
La passione si fa sentire dopo una giorn...
Il cibo ed il sesso
Sin dall'antichità l' abbinamento tra s...