Innammorarsi a Firenze

Esperienza

Colpo di fulmine

fotodonnaafricana

Era una giornata luminosa di un beffardo aprile immerso nella primavera. Camminavano lentamente per le viuzze del centro catturando con lo sguardo gli scorci più caratteristici, le piazzette più familiari cercando i dettagli antichi e meno noti di un glorioso passato. Parlavano in inglese. Assué non lo aveva mai parlato in modo così sciolto.

Una parte di lei si sorprendeva mentre l’altra sentiva che era la cosa più naturale del mondo. Il ragazzo alto dai capelli rossi ed il naso pieno di lentiggini che camminava al suo fianco sembrava provare la stessa piacevole e innaturale armonia in quel dialogo fra sconosciuti. Non erano passate più di due ore da quando li avevano presentati ma si sentivano irrimediabilmente attratti e già uniti da ricordi forse appartenenti ad un’altra vita. Sesso, passione, amicizia, magia, tenero affetto e comprensione li travolsero in una storia che durò molto più di quanto entrambi si potessero aspettare.

Faceva un caldo insopportabile in quel pomeriggio di un luglio afoso e assolato. Assuè girovagava seminuda per la casa guardando la televisione, ascoltando un po’ di musica, leggendo distrattamente qualcosa in attesa del fresco serale.
Il grido alterato del campanello la strappò dal suo torpore.
Chi sarà a quest’ora – pensò. Non aspettava visite...

Il telefono squillò dispettoso mentre si accingeva a cliccare l’apriporta e ad uscire sul pianerottolo per accendere la luce a releé delle scale. Nella cornetta la voce di sua sorella – Ha chiamato qui... ha chiesto di te... gli ho dato l’indirizzo... forse è in città? – con tono allegro e stupito.

Dopo tutto questo tempo? Quasi non ci credo... – i pensieri le si erano improvvisamente confusi dentro la testa.
Pochi attimi e se lo trovò davanti, in piedi sulla soglia. Qualche anno di più a quell’età li aveva visibilmente trasformati. Un po’ lieta, un po’ confusa ed imbarazzata Assuè accolse affettuosamente il giovane uomo. Parlarono a lungo e con il cuore, a tratti in inglese e poi in italiano, che lui aveva studiato.

Parlarono come se fossero passati pochi giorni dal loro ultimo incontro. Si riaccese la fiamma solo assopita e le parole sfuggirono mentre con forza si esprimevano di nuovo sentimenti e sensazioni mai disperse nell’oblio.

Nel pub rumoroso la luce era fioca quella sera. Avevano camminato tanto in cerca di un posto dove sedersi e parlare.

Era una serata decisiva ma evidentemente nessuno dei due aveva voglia di cominciare per primo.
Seduti di fronte, le birre che incoscienti spumeggiavano nei boccali, non riuscivano ad affrontare la realtà di quel momento. Erano ancora uniti i loro cuori ma le loro storie si stavano inevitabilmente allontanando di nuovo. Avevano cercato di forzare con l’immaginazione soluzioni che però continuavano a risultare inaccettabili. Nessuno dei due era disposto ad immolare il proprio futuro sull’altare di un amore tanto tenace quanto sconosciuto.

L’unica via per non offendersi, per non distruggere un ricordo, era il rispetto delle diverse scelte di vita. Parole dolorose uscirono dalle loro bocche quella sera di un maggio ancora distratto. Parole ragionevoli che dipingevano le loro aspirazioni ed i loro progetti li aiutarono a vivere con amore e con un pizzico di nostalgia quell’ultima notte.

Assué scrisse quel biglietto di auguri china sul cofano di una macchina al chiarore di un lampione in una serata invernale. Un Buon Natale spinto da un ricordo antico che viveva ancora fresco in lei.

Perché l’ho scritto? Ormai è finita – si ripeteva. Ma l’esigenza era più forte. Non era stato un addio sereno, Assué voleva un ricordo più dolce. Il giorno dopo, sola in casa, rispose ad uno squillo lungo e sconsolato del telefono intuendo immediatamente chi fosse ancor prima di alzare la cornetta.
Come stai? Ti ho pensato – Anche io – Credo che adesso potrei rivederti – Sì, si può fare, adesso sì... – Poche frasi emozionate e sinceramente amiche.
Questo è l’ultimo ricordo che Assuè conserva.

Accadde in Paradiso, forse era questo il titolo di un film che ad Assuè ricordava questa storia. Due anime innamorate che erano tornate sulla terra e inutilmente cercavano di incontrarsi di nuovo.
In questa vita le due anime non avevano potuto ritrovarsi.
Nella prossima, chissà...

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